“Sento che il vento mi chiama e parto. Il cielo è limpido e il sole riscalda ancora nonostante le piogge. Arrivo senza avere una meta e passando per le strade ancora sembra tutto normale. Tutto appare chiaro, offuscato da una patina polverosa che confonde gli occhi e penetra nei polmoni. Fango. Odore di fango ovunque. Mi entra dentro e seguo l’odore fino ad arrivare a Borgo Bicchia. Mi avevano detto che qui la situazione era tragica”.
